Come affrontare la fecondazione assistita 1

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La Fecondazione Assistita è un percorso doloroso, che tocca nel profondo.

Abbiamo intervistato Fabiola C. che racconta il suo difficile percorso.

 

Dopo quanto tempo vi siete rivolti ad un centro di fecondazione assistita?

  •  Dopo un anno di tentativi finiti nel nulla. Tanta speranza ad ogni ovulazione per poi rimanere delusa una volta arrivato il ciclo. Era una vergogna per me, tante amiche rimanevano incinte subito mentre io piangevo in silenzio e nessuna mi capiva.

Qual è il primo passo da compiere ?

  • Prima di tutto è sempre meglio ascoltare il proprio ginecologo, in quanto esperto saprà consigliarvi un centro PMA adatto. Successivamente bisogna contattarne uno, prendere appuntamento  e presentarsi con le analisi di coppia, se ci sono, quelle fatte per valutare il perché della non gravidanza. Noi ad esempio abbiamo portato lo spermiogramma di mio marito (ndr analisi che valuta la quantità di spermatozoi presente nell’eiaculato) e le mie analisi ormonali.

Dopo quanto tempo si inizia la terapia?

  • Dipende dal centro scelto e da quanto tempo impiegherete per portare tutte le analisi che vi chiederanno. Noi siamo andati a Settembre, secondo appuntamento a Ottobre ed inizio della fecondazione a Febbraio. Abbiamo fatto rapidamente perché avevamo già il Cariotipo, un esame del sangue che valuta al microscopio il numero di cromosomi presenti in un individuo, i tempi di attesa sono lunghissimi ed il costo non indifferente.

Fecondazione assistita iniziata nel mese di Febbraio e poi..?

  • Poi è iniziata la strada in salita. L PMA ha 3 step. Il primo si chiama IUI (quello più simile ad un concepimento). Il secondo FIVET (in pratica prelevano l’ovocita e dopo aver selezionato lo sperma lo rilasciano accanto all’ovulo.  Il migliore vincerà e feconderà) .Il terzo ICSI (bucano con un ago l’ovocita inserendo all’interno uno spermatozo scelto da loro) .
  • Noi abbiamo affrontato l’ICSI. Ringraziando il cielo ogni centro mette a disposizione uno psicologo di coppia. A febbraio cominciamo con il primo ciclo di terapia e non funziona. Le mie ovaie rispondono male e sono costretta ad aumentare la dose del farmaco stimolante. Ero devastata, non stava funzionando nemmeno la PMA, mi sentivo vuota, inutile,un ramo secco.  Il giorno del PICK UP (intervento che avviene in sedazione per via trans vaginale, di rapida esecuzione, sotto controllo ecografico durante il quale vengono aspirati i follicoli maturati nelle ovaie attraverso l’ausilio di uno specifico ago) ero demoralizzata ma comunque speranzosa. Mi prelevano 6 ovociti, 4 vuoti e 2 buoni. Dopo circa 48/72 ore dal  pick up viene effettuato il TRANSFER ovvero il trasferimento degli ovociti fecondati nell’utero, questo è un procedimento assolutamente indolore, simile ad una visita trans vaginale.

Quindi arriviamo al giorno del Transfer e..?

  • No. Tutti i miei ovociti fecondati sono morti. Non sono arrivata al transfer.  Volevo mollare. In Italia circa il 40% delle coppie che si rivolge alla Pma abbandona dopo un solo tentativo fallito. Un adeguato sostegno psicologico permettere di reggere meglio lo stress. Ringrazio la psicologa del centro che mi ha assistita perché senza di lei non ce l’avrei fatta.

Ci avete riprovato?

  • Non volevo. Ma grazie alla psicologa ed a mio marito,si. Quattro mesi dopo, con una terapia strong ci riproviamo. Questa volta funziona. Prelevano 5 ovociti, tutti pieni!! E finalmente arrivo al tanto sognato Transfer. Impiantano Due embrioncini in terza giornata, di 8 cellule, classe A.

Bellissima notizia! Che è successo poi?

  • Essendo una malata di stick per l’ovulazione canadesi, ho iniziato a farli dopo 7 giorni dal transfer, 7pt, la linea che vedevo mi dava speranza ma non volevo assolutamente illudermi. Passano i giorni e al 13pt faccio un test di gravidanza… POSITIVO!!! Non potevo crederci, ero cosi sconvolta che ne feci ben 4!! Mio marito era al settimo cielo, anzi di più.. Al 1000 cielo!! Ero incinta e non potevo crederci. Tanta sofferenza e finalmente ero incinta. Di quei due embrioni uno solo però si è attaccato bene a me e, 9 mesi dopo, è diventato un bellissimo bambino, Alessio.

Una storia a lieto fine, grazie per avercela raccontata.

  • La fecondazione assistita mette a dura prova la stabilità di coppia, devi confrontarti con l’ignoto. Nessuno ti dirà che al 100% funzionerà. Ti devi buttare. Sono stata fortunata perché con due tentativi ho potuto provare la gioia di una gravidanza. Rivolgetevi a medici competenti, cercate online e nei forum sostegno da parte di altre donne che vivono il nostro stesso percorso. Non abbandonatevi a voi stesse. Solo ora so che NON E’ UNA VEROGNA, non siamo diverse, dobbiamo lottare con le unghie e con i denti, quello che molte coppie ottengono con una bottiglia di vino ed una cena afrodisiaca noi dobbiamo conquistarlo. In bocca al lupo a tutte.

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 comments on “Come affrontare la fecondazione assistita 1

  1. Giuliana scrive:

    Spero di ottenere lo stesso successo anche io!!! Siamo al 3^ tentativo !

    1. Foto del profilo di Jessica Jessica scrive:

      In bocca al lupo!!

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